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Implantologia

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Consiste nel sostituire delle radici dentarie perdute con delle radici artificiali in lega di titanio o zirconi. Immenso credito scientifico per lo sviluppo di questo settore della moderna odontoiatria va ad un chirurgo ortopedico svedese P.I.Brànemarck che casualmente osservò negli anni 50 che viti in titanio usate per studi di rivascolarizzazione ossea non si staccavano più dalla sede chirurgica. Fu solo però nel 1965 che il primo paziente edentulo fu trattato con successo. Da quella casuale osservazione definita poi OSSEOINTEGRAZIONE la materia è divenuta un campo di sviluppo scientifico ed ora una materia con solide basi scientifiche.

La procedura eseguita ambulatorialmente in semplice anestesia locale prevede la creazione di una sede ossea appropriata OSTETOMIA usando in modo completamente atraunatica frese rotanti o con stumenti ultrasonici nel quale viene inserita la vite artificiale Dopo un periodo di guarigione, cosi prevedeva il protocollo originale, a tali strutture ormai stabilmente impiantate nell’osso si può avvitare una struttura che riproduce la forma la funzione, di uno o più denti naturali perduti. Ai parametri originali di successo implantare quali ripristino funzionale della zona senza denti, assenza di dolore alla masticazione e ridottissima perdita progressiva di tessuto osseo intorno all’impianto si e aggiunto più recentemente un parametro importantissimo quale il ripristino estetico della zona trattata con impianti Tale parametro spesso pero rimane il più difficile da conseguire anche se il successo impiantare classico si ottiene in più del 90% dei casi trattati.

Controindicazioni al trattamento implantare

Le controindicazioni alla chirurgia implantare sono uguali a quelle di qualsiasi altro intervento chirurgico. In particolare possiamo elencare controindicazioni assolute e relative Le controindicazioni relative fanno riferimento a dei fattori di rischio che tenuti sotto controllo non pregiudicano ne la riuscita dell’intervento ne la durata nel tempo.

Controindicazioni Assolute

  • Immunodeficienze non controllate
  • Cirrosi epatica avanzata
  • Insufficienza renale gravi
  • Gravi disturbi psicologici.
  • Malattie neurologiche gravi ( morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer)
  • Pazienti in trattamento chemio o radio terapico
  • Diabete tipo I non controllato
  • Infarto nei precedenti 6 mesi
  • Assunzione di Bifosfonati per via sistemica

Controindicazioni Relative

  • Diabete tipo II mal controllato
  • Malattie autoimmunitarie
  • Disturbi della coagulazione
  • Patologie delle mucose orali
  • Parodontiti acute/croniche attive
  • Fumatori

trattamenti implantologici più frequenti

Attualmente i trattamenti che maggiormente hanno migliorato la qualità di vita dei pazienti a cui manca uno o più denti e che ricorrono all’uso dell’implantologia sono

  • Impianti singoli Rispetto alle tecnica tradizionale protesica quale il ponte di tre denti che colma lo spazio esistente appoggiandosi ai denti vicini l’impianto consente di inserire il dente mancante salvando per intero la struttura dei denti adiacenti che non viene Toccata perciò rimane sana.
  • Impianti all on four Consiste nell’applicazione di una protesi fissa avvitata su quattro impianti inseriti la dove la densità ossea è maggiore perciò nella parte anteriore della mandibola e del mascellare superiore Utilizzando impianti con inclinazioni diverse diritti anteriormente e obliqui posteriormente si riescono a distribuire adeguatamente le forze masticatorie ed ottenere una protesi funzionale e duratura. I quattro impianti a carico immediato supportano una protesi fissa con 10 o 12 denti; posta il giorno stesso dell’intervento.
  • Impianti all on six La differenza con la all on four sta nel numero di impianti 6 non 4 e nella loro distribuzione e inclinazione. Sicuramente rappresenta una versione più costosa rispetto alla all on four ma aggiunge dei parametri di sicurezza alla durata della protesi soprattutto se parliamo di protesi della arcata superiore
  • Implantologia computer guidata Partendo da una immagine radiografica tridimensionale quale la tac computerizzata è possibile studiare al computer in tre dimensioni tutta l’anatomia delle ossa mascellari in cui saranno inseriti gli impianti. Su tali immagini è poi possibile andare a progettare virtualmente sul computer, tramite un software dedicato, la distribuzione degli impianti ,il loro numero, la forma più corretta la lunghezza più appropriata. Si possono in questa fase vagliare tutte le ipotesi possibili scegliendo la più adatta. In questo modo si possono prevenire ed anche ridurre i rischi operatori causati da errori di valutazione. Il dentista invia il progetto via internet ad un laboratorio dove dapprima viene rivalutato da tecnici esperti e se approvato mandato in produzione. Siamo ancora ad una fase di studio senza il paziente presente La produzione trasforma il file digitale in un apparecchio in plastica a ferro di cavallo chiamato dima chirurgica. Solo dopo aver ricevuto la dima il paziente verra chiamato dallo studio per organizzare la chirurgia Durante la fase chirurgica la dima verra inserirà nella bocca del paziente ove vi si adattera perfettamente come una scarpa fatta su misura. Usando la dima il chirurgo eseguirà le osteotomie cioè la preparazioni delle sedi degli impianti passando attraverso i fori presenti nella dima stessa. Sempre attraverso i fori della dima gli impianti saranno inserite nella sede corretta.
  • Impianti corti Spesso se molti anni trascorrono dalla perdita dei denti alla riabilitazione della dentizione l’osso basale residuo in senso verticale può essere notevolmente riassorbito al punto tale a volte da non poter più inserire impianti endossei senza invadere spazi vitali dedicati ad altre strutture anatomiche In tal caso le alternative sono o complesse, ,costose lunghe, e a volte non predicibili tecniche di rigenerazione ossea o l’utilizzo di impianti di diametro standard ma di lunghezza inferiore a 8 mm definiti impianti corti. La procedura chirurgica rimane la stessa degli impianti convenzionali la l’osso necessario e minore ampliando la platea di possibili pazienti candidati a tale terapia.
  • Mini impianti dentali Sono degli impianti di diametro molto ridotto dai 2 ai 3 mm, sempre in lega di titanio, che permettono di essere utilizzati in individui con spessore osseo limitato . Il loro posizionamento avviene tramite procedure minimamente invasive: Solitamente, dopo aver fatto un piccolo foro pilota nell’osso gli impianti vengono posizionati e tramite il loro design automaschiante avvitati nello stesso per tutta la loro lunghezza. Offrendo nella maggior parte dei casi una stabilità primaria elevata permettono, soprattutto nella mandibola di effettuare un carico immediato; Il loro campo di applicazione si estende principalmente dalla stabilizzazione a breve e medio termine di protesi totali alla stabilizzazione a breve termine di protesi parziali al fissaggio a breve termine di protesi provvisorie circolari fisse
  • Impianti Zigomatici L’implantologia che sfrutta gli impianti zigomatici rappresenta l’ultima spiaggia per tutti quei pazienti che presentano una atrofia mascellare severissima che impedisce l’utilizzo di gli impianti dentali tradizionali se non dopo complesse tecniche chirurgiche di grandi innesti ossei Il vantaggio fondamentale è che permette in un unico tempo di consegnare al paziente un protesi fissa avvitata in poche ore o giorni.
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  • DOVE

    V.le San Luigi Versiglia 27 62012
    Civitanova Marche (MC)

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    Dal Lunedì al Venerdì: 9.00-18.00
    Sabato: 9.00-13.00

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